EquoApp, l’applicazione dedicata al Commercio Equo e Solidale

unnamedAGICES-Equo Garantito è l’associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio equo e solidale italiane. Rappresenta nel Paese, nella società civile, con i media e le istituzioni locali e nazionali le esperienze e la cultura dei suoi Soci: organizzazioni non profit e Botteghe del Mondo che promuovono i prodotti e i principi di un’economia di giustizia.
Il 9 maggio scorso, in occasione della Giornata Mondiale del Commercio equo e solidale, AGICES-Equo Garantito ha lanciato la sua EquoApp, la prima applicazione per smartphone e tablet dedicata al Fair Trade italiano.

Con EquoApp, gratuita, è possibile geolocalizzare le botteghe “Equogarantite”, Botteghe del Mondo piu vicine e gli altri punti vendita che vendono i prodotti del Commercio Equo e Solidale in Italia, trovare i ristoranti che utilizzano prodotti equi e solidali più vicini, usufruire di sconti e promozioni dedicati, restare sempre informati sulle novità e ricevere informazioni sugli eventi e le attività in programma.
L’applicazione e gia disponibile su Google Play per dispositivi Android, e su Apple Store per iPhone e iPad.
Per saperne di più visita www.equogarantito.org.

Coca Cola all’Expo 2015 – Intervista a Francesco Gesualdi

Intervista a Francesco Gesualdi, punto di riferimento del consumo critico e del commercio equo solidale, che espone le obiezioni alla presenza della multinazionale come partner ufficiale dell’Esposizione universale sull’alimentazione. (fonte: http://www.cittanuova.it)

Come dichiara il sito ufficiale di Expo 2015 Milano, Coca Cola è l’Offical soft drink partner dell’esposizione universale «in virtù del suo impegno sul fronte dell’innovazione e della crescita sostenibile capace di generare ricchezza per la comunità, tutelando le risorse utilizzate e incoraggiando consumi e stili di vita equilibrati». Abbiamo chiesto un parere a Francesco Gesualdi, fondatore del Centro nuovo modello di sviluppo di Pisa, padre del consumo critico e del commercio solidale in Italia, attinge il suo pensiero dalla grande esperienza della Scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani.

È contestata la presenza della Coca Cola all’Expo sull’alimentazione, ma non si tratta, pur sempre, di una delle maggiori imprese nel settore che ha mostrato sempre più attenzione all’impatto sociale della sua attività industriale?

«Con Cola Cola ci sono quattro ordini di problemi. Il primo: commercializza un prodotto inutile a forte impatto ambientate. Il secondo: produce un prodotto che pone seri rischi per la salute. ll terzo: come tutte le imprese è interessata solo al profitto e pone attenzione ai problemi sociali e ambientali tanto quanto basta per costruirsi una buona immagine nei confronti dei consumatori. Il quarto: usa il suo potere economico per condizionare la politica, svuotando di fatto la democrazia. Durante le elezioni presidenziali degli Stati Uniti, nel 2014, Coca Cola ha speso in sovvenzioni ai candidati quasi un milione di dollari.
Coca Cola solo nel 2012 ha realizzato nove miliardi di profitti netti da un fatturato di 49 miliardi di dollari ossia il 18 per cento. A chi sono stati sottratti quei soldi finiti nelle tasche di Warrent Buffett e gli altri azionisti di Coca Cola? Questo è quello che ci interessa sapere, non il numero di ambulanze che Coca Cola ha donato alle varie organizzazioni di beneficienza».

Quali sono gli attuali punti critici di questa multinazionale? Da molto tempo non si sentono notizie sulla repressione tollerata del sindacato in Colombia o sullo sfruttamento dell’acqua in India: manca motivo del contendere o l’informazione corretta?

«Coca-Cola spende oltre 3 miliardi di dollari in pubblicità. Il che le assicura non solo visibilità, ma anche un grande muro di omertà che la mette al riparo da qualsiasi notizia negativa. Inutile sorprendersi se certe informazioni non circolano. Ma è un fatto che le sue bevande zuccherate contribuiscono grandemente all’obesità e incidono sui bilanci della sanità pubblica che deve spendere miliardi per curare le malattie connesse a un’alimentazione sbagliata. Le bottiglie e le lattine che Coca Cola mette in circolazione provocano alla collettività problemi e costi di smaltimento molto seri. E potremmo continuare con un lunghissimo elenco.
In quanto multinazionale che opera a livello globale, Coca Cola può insediarsi dove le regole ambientali e sociali sono più permissive, riuscendo a violare ambiente e diritti in maniera legale. I contenziosi con le popolazioni locali sull’uso e l’inquinamento delle acque continuano come mostra l’India e il Guatemala. Parimenti, in molti paesi del mondo Coca Cola continua ad essere criticata per la politica antisindacale».

Che senso può avere il boicottaggio se poi l’unico risultato è quello di temperare gli aspetti più predatori della produzione senza poter abbattere il sistema di “inequità”?

«Don Milani ci ha insegnato che il potere sta in piedi attraverso il consenso di tutti. Per cui ogni scelta di non collaborazione contribuisce ad indebolirlo. Quanto più ampio è il ventaglio di cittadini che sa dire no e quanto più ampi sono gli aspetti su cui sappiamo dire no, tanto più alte le probabilità di fare cambiare le imprese e l’intero sistema.
Di fronte alla parzialità delle nostre azioni non bisogna reagire riducendo il nostro spazio di impegno, ma ampliandolo. Per questo è importante riappropriarci totalmente del nostro ruolo di cittadini sovrani che non si limitano a consumare in maniera responsabile, ma occupano tutti gli altri spazi a nostra disposizione: la denuncia, il voto, la manifestazione, lo sciopero, la proposta. Solo usando contemporaneamente tutti questi strumenti possiamo sperare di ottenere il cambiamento».

Come si spiega l’incidenza sull’immaginario collettivo della Coca Cola anche su persone impegnate sui fronti sociali avanzati? Lo vediamo nei gruppi parrocchiali che anche dopo la presentazione sul consumo critico immancabilmente comprano la coca cola come complemento del pasto..

«Le ragioni di tanta contraddizione vanno ricercati su molti piani. Due fenomeni probabilmente incidono più di altri. Il primo è il non sentire su se stessi la responsabilità di ciò che succede, semplicemente perché un certo risultato è frutto della sommatoria dei comportamenti collettivi. In altre parole non hanno accolto la sollecitazione di don Milani che ci invita a “sentirci tutti responsabili di tutto”. Il secondo è che non siamo educati a considerare la coerenza come un valore politico. Non abbiamo ancora capito che la società è frutto di regole e comportamenti e che il cambiamento avverrà solo se sapremo agire sulle une e sugli altri».

fonte: Città Nuova (http://www.cittanuova.it/)

http://www.cittanuova.it/c/446593/Coca_Cola_allExpo_2015.html

Ferma il TTIP!

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COS’È IL TTIP?

Il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership – TTIP) è un trattato di libero scambio che l’Unione Europea è chiamata a concludere con gli Stati Uniti.

Questa trattativa, con la scusa di un’armonizzazione delle normative sul libero commercio, antepone il mercato e gli interessi privati a quelli della collettività e apre ad una riduzione degli standard sociali e ambientali.

Le trattative sul TTIP si sono svolte finora a porte chiuse: Parlamenti nazionali e cittadini non sono adeguatamente informati su normative che potrebbero invece incidere sui loro diritti.

Il TTIP è una minaccia per la nostra democrazia e per l’ambiente. Insieme possiamo fermarlo: diritti, natura e beni comuni non sono delle merci. Tra poche settimane il Parlamento EU dovrà pronunciarsi sul TTIP: Scrivi subito ai Parlamentari europei e chiedi di bloccare il negoziato!

I DIRITTI E L’AMBIENTE NON SONO IN VENDITA!

http://stop-ttip.greenpeace.it

22 aprile: Giornata Mondiale di Madre Terra

Il 22 Aprile si celebra la giornata mondiale della Terra, voluta dall’ONU nel lontano 22 aprile 1970 allo scopo di evidenziare la necessità di utilizzare in modo responsabile e sostenibile le risorse del pianeta Terra così da garantirne la vita di tutti gli esseri viventi. Viene trasformata nella giornata mondiale di Madre Terra nel 2009 grazie alla pressione dei paesi dell’America Latina.

Il tema di quest’anno è il seguente : “È il nostro turno di condurre”. E quindi sta a noi condurre Gaia (come viene chiamata dal mondo laico), o Madre Terra (come viene definitiva dai popoli indigeni), verso un futuro pieno di vita.

Lo stesso Papa Francesco è intervenuto a favore della Festa della Terra, ricordando la necessità di custodire il nostro Pianeta affinché possa continuare ad essere fonte di vita per l’intera famiglia umana.

Sollecitiamo tutti e tutte a custodire questo grande dono del Creato: “sora nostra madre terra”, come la chiamava S. Francesco D’Assisi.

Vi invitiamo a leggere un brano di Adriano Sella che scrisse nel 1997 in Amazzonia (Brasile) mentre lottava per la custodia di sorella e madre terra: Il Pianto di Madre Terra.

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Fusione Kraft Heinz: La risposta finanziaria a una svolta culturale

Condividiamo questo interessante articolo di Carlo Petrini (La Repubblica), in merito alla recente notizia della fusione tra la multinazionale Kraft e la Heinz.

UNA RISPOSTA FINANZIARIA AD UNA SVOLTA CULTURALE

IL MONDO sta cambiando, il modo di approcciare il cibo e gli acquisti alimentari sta cambiando.

E’ un dato di fatto incontrovertibile ancorché lento, progressivo e non esplosivo. In gran parte del mondo, Stati Uniti in testa, le persone si orientano ogni giorno di più verso consumi alimentari attenti alle produzioni locali di piccola scala, stagionali, organiche.

A fronte di questo processo è significativo che la grande industria, che si vede minacciata da un radicale cambio di mentalità, risponda andando esattamente nella direzione opposta.

Grandi fusioni tra gruppi con fatturati a nove zeri creano a gran velocità pachidermi ansiosi di rispondere in qualche modo alle nuove tendenze che assottigliano margini e utili e creano i primi scricchiolii in Borsa. Ma gli accorpamenti mastodontici sono monodirezionali: l’obiettivo è ristrutturare le dinamiche produttive tagliando i costi e rendendo più efficienti i processi senza operare alcun miglioramento nella qualità del prodotto.

La fusione tra Kraft e Heinz non porterà ad avere sugli scaffali dei supermercati salse più buone o con materie prime migliori, piuttosto servirà a risistemare nodi finanziari che sui mercati azionari non rendono quanto previsto dagli azionisti.

In sostanza siamo davanti a una grande operazione di carattere finanziario, che ben poco – o meglio nulla – ha a che fare con il cibo, che pure dovrebbe essere il fulcro dell’attività di entrambe le aziende che si uniscono.

Ma reazioni di questa portata nulla potranno per invertire il trend di un nuovo approccio al consumo di cibo che ormai è avviato e non accenna a fermarsi; al contrario, il pericolo è che a perdere e a rischiare di rimanere schiacciati siano, nel prossimo futuro, le piccole realtà industriali, che pure sanno spesso fare qualità oltre che occupazione.

Ci aspettano tempi interessanti, ma sul fatto che formaggi a latte crudo fatti in piccole quantità e venduti localmente così come conserve realizzate con frutta autoctona o microbirrifici di provincia continueranno a erodere piccole ma diffuse quote di mercato, e che non ci sia modo di invertire la corsa di questo treno non c’è dubbio. La finanziarizzazione e la fusione di grandi gruppi è una risposta di corto respiro, buona per chiudere in positivo ancora qualche bilancio ma di certo incapace in alcun modo cambiare quello che innanzitutto è un processo di coscientizzazione e consapevolizzazione, in definitiva un lento cambiamento culturale dei consumatori, sempre più cittadini, sempre più coproduttori.

(di Carlo Petrini,  da “La Repubblica” del 26/03/2015 pag.22)

22 Marzo 2015: Giornata Mondiale dell’Acqua

Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua. giornata mondiale acqua 2

Quest’anno il tema è Acqua e Sviluppo Sostenibile.

Vi proponiamo la lettura del materiale che potete trovare nel sito del Comitato Italiano del Contratto Mondiale dell’Acqua

 

Inoltre, inseriamo un brano di Adriano Sella sul grande dono dell’acqua:

ACQUA: grande dono di “sora nostra madre terra”

“Sora nostra madre terra”, così come l’ha definita il grande poverello Francesco d’Assisi, ci ha dato l’acqua come bene essenziale, accanto al fuoco, all’aria e tanti altri beni.

E noi umani l’abbiamo imprigionata in bottiglie di plastica e l’abbiamo accatastata nei magazzini delle multinazionali per poter venderla a caro prezzo.

“Sora nostra madre terra” ci ha dato l’acqua come un bene comune da salvaguardare e da condividere tra tutti gli esseri viventi di questo pianeta terra.

E noi terrestri l’abbiamo resa un bene di pochi, sprecandola e usandola per i troppi e superflui privilegi, lasciando più di un miliardo e mezzo di assetati, senza accesso all’acqua potabile.

“Sora nostra madre terra” ha fatto scorrere l’acqua in forma di torrenti, ruscelli e fiumi come tante vene del pianeta per poter irrigare i campi e dissetare tutti gli esseri viventi.

E noi umani abbiamo seccato i ruscelli, dirottato i fiumi per poter fornire le cisterne delle grandi imprese delle acque, arricchendo i loro dividendi e impoverendo i tanti abitanti del pianeta.

“Sora nostra madre terra” ha fatto scorrere l’acqua in mille rigagnoli, sorgenti e pozzi per poter innaffiare bene il nostro organismo umano che è fatto dal 60 al 70 per cento di acqua.

E noi terrestri l’abbiamo mercificata vendendola a caro prezzo, addirittura superiore alla benzina, escludendo gli ultimi e i poveri e portandola solamente sulla tavola dei ricchi.

“Sora nostra madre terra” ha sigillato un patto con l’umanità, garantendo l’acqua come un bene comune e un diritto universale di ogni essere vivente, senza escludere nessuno.

E noi umani abbiamo costretto l’umanità a tradire la terra, ledendo questo diritto universale e trasformando questo bene comune in bene di pochi, facendo divorziare l’umanità dalla terra.

“Sora nostra madre terra” è stanca di essere depredata, violentata e inquinata, e sta gridando che non ce la fa più a sopportare queste ferite profonde inflitte dagli umani.

Grazie, Francesco d’Assisi, perché sei ritornato tra noi e ti ritroviamo nel volto di tutte quelle persone, e sono tante, che hanno accolto questo clamore di madre terra e sono impegnate oggi per cambiare rotta, lottando affinché l’acqua ritorni ad essere un bene comune e un diritto di tutti.

Insieme con tutte queste persone di buona volontà e del benvivere, e riunificati con tutti gli esseri viventi, ritorneremo a cantare e danzare per sempre il tuo cantico: “sora nostra madre terra”.

Padova 29 giugno 2010

Adriano Sella

(missionario e discepolo dei nuovi stili di vita

Nuova iniziativa della Campagna Banche Armate

A 15 anni dal lancio della Campagna Banche Armate, le tre riviste: Missione Oggi, Mosaico di pace e Nigrizia, hanno pubblicato un Editoriale comune e un volantino di approfondimento per rilanciare la Campagna soprattutto in occasione della Quaresima. Per visualizzare e scaricare il materiale da diffondere collegarsi al sito web della Campagna Banche Armate: http://www.banchearmate.it/home.htm

Dall’ Editoriale comune delle riviste promotrici della Campagna di pressione alle “banche armate”: Missione Oggi, Mosaico di pace, Nigrizia.

“…Concretamente, chiunque abbia un conto presso istituti di credito che effettuano transazioni illegali è connivente, si rende cioè complice di un’azione disonesta, pur non avendo parte attiva. Dovrebbe troncare ogni rapporto. Ma anche chi ha rapporti con una banca che sostiene legalmente l’industria delle armi, deve chiedere trasparenza (perché le banche non scrivono in bella vista: “qui si fanno affari con i missili”?), esercitare le dovute pressioni (anche contemplando la chiusura del conto), operare perché l’istituto assuma criteri di responsabilità sociale. Se sentiamo chiamata in causa la nostra responsabilità civile e morale, muoviamoci subito. A partire dalla prossima Quaresima. Promuoviamo in parrocchia, negli istituti religiosi, nelle associazioni una riflessione e una sensibilizzazione sul tema delle spese militari e il ruolo delle banche nel commercio delle armi.”

Il Consumo critico all’Istituto Fusinieri

Giovedì 19 febbraio il movimento Gocce di Giustizia sarà presente all’Istituto Tecnico Economico “Fusinieri” per sensibilizzare gli studenti delle classe 5 sul tema del consumo critico, dalle ore 10.30 alle ore 13.30.

Per i giovani dell’Istituto Fusinieri sarò un momento importante per conoscere il voto del portafoglio, per diventare consum-attori ossia protagonisti dei nostri consumi.

 

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Equobar itinerante

L’iniziativa dell’Equobar continua in maniera itinerante.

Non riuscendo più a sostenere il peso dell’Equobar come locale fisso, si è deciso di continuare l’esperienza con quello itinerante. Stiamo portando avanti l’Equobar nei teatri Astra di Schio e di Vicenza. Anche questa è un ottima opportunità per far conoscere l’economia di giustizia a tutti quelli che vanno al teatro. E quindi, chi frequenta questi teatri, a Vicenza o a Schio, troverà l’Equobar itinerante.

 

Prossimamente il link per il sito e la pagina Facebook dell’Equobar itinerante.